La morte scampata e i manichini della Vergine delle Grazie

Immagine

Curtatone. Fino a ieri il nome lo immaginavo solo in abbinata a quello di Montanara, per via di una nota battaglia durante la prima guerra d’indipendenza. Capitandoci oggi, quasi per caso, so che lo assocerò anche ad altro, nella fattispecie al Santuario della Beata Vergine delle Grazie.

La morte che ho visto oggi è quella scampata, quella per cui si offre alla Madonna o al santo del caso un quadretto votivo, un ricordo della tragedia evitata. Ma qui alla Vergine delle Grazie accade molto di più. Mi ci porta un amico non più giovane che ricorda di come, da ragazzo, era solito venirci con la compagna di scuola più amata per propiziarsi gli esami (e poi anche per fornicare sulla via del ritorno, visto che il santuario dista circa 9 chilometri da Mantova). Attraversiamo una piazza rovente, che inspiegabilmente a Ferragosto si popola di madonnari che cuociono al sole per realizzare la Vergine più bella. E che magari prima o dopo essere stati chini a colorare l’asfalto coi gessetti si ristoreranno con un corroborante piatto di lenticchie e purè che, pare, è il piatto tipico del Ferragosto padano. (A proposito, ho verificato con un mio amico madonnaro la veridicità della notizia, e lui conferma tutto quanto). Arriviamo davanti al portone. Non sono preparata a nulla di quel che vedò all’interno. Perché gli ex voto li adoro, ma questi, be’ questi mi strabiliano.

Appena entrati, infatti, gli occhi non sanno più dove guardare. O a che santo votarsi. Gli ex voto, qui, sono collocati a circa tre metri d’altezza dalla navata, e sono manichini a grandezza naturale in cartapesta, realizzati tutti da un frate particolarmente creativo, tal Francesco di Acquanegra. Alcuni, i più pregiati che erano agghindati con armature originali del ’400 sono stati traslati al Museo diocesano. Ma, meraviglia delle meraviglie, sul lato destro si assiste a una serie di esecuzioni scampate che hanno dell’incredibile. C’è il condannato alla decapitazione, col boia pronto a sferrargli il colpo mortale con un enorme martello di legno, sotto cui compare la scritta: “Per mio delitto condannato a morte, e invan datomi un colpo il giustiziere l’altro sostenne por la tua destra forte”. Poi l’impiccato: “Innocente t’imploro e tu sei presta: quattro volte si frange il laccio ingiusto, perche tua man l’altrui fierezza arresta“. E l’appeso per le mani: “Dalla fune, onde in alto era sospeso, Vergine benedetta io te chiamai, legger divenni e non rimasi offeso“. E il condannato a essere gettato nel pozzo, raffigurato mentre due angeli lo traggono in salvo, con il masso ancora appeso al collo: “Fuor d’esto pozzo fusci libero e sciolto col grave sasso, che pendea dal collo, perche fui da le tue braccia accolto“. Statue bellissime, di fronte a cui i guerrieri, i principi e i prelati che occupano le altre nicchie quasi scompaiono. Statue che anche in quanto tali hanno ricevuto la grazia: quella di essere restaurate coi fondi del Giubileo 2000, scampando a un altro tipo di fine.

Lungo la navata gli occhi scorgono un mucchio di cose: altri manchini, formelle in cera sparpagliate sulle pareti (mani, teste d’angelo, piedi, oggetti non identificati: tutte testimonianze di grazie ricevute da una Vergine dotata di superpoteri assoluti). È una festa! Che continua alzando il naso all’insù per ammirare il coccodrillo nilotico imbalsamato, appeso al centro della navata e diretto, pare, all’esterno della chiesa (ma non era il serpente il simbolo del male sconfitto?). E che continua anche nella galleria degli ex voto, dove è un trionfo di grappoli di stampelle, arti finti, quadretti e lavori a mezzopunto. Maria superpower è fortissima, tant’è che mi assicuro subito il suo santino, che ora mi sorride da dentro il portafoglio. E tant’è che Bertolucci ha scelto il suo santuario per girarvi alcune scene di Novecento, facendo recitare i suoi attori coi personaggi in cartapesta sullo sfondo.

Ecco. La provincia italiana riserva sorprese e miracoli continui. Basta percorrere le strade minori e cogliere le indicazioni curiose. Basta sapere che i santuari, spesso, pullulano di queste forme di devozione così ricche, così espressive, così scaramantiche e pagane. Basta sapere che in molti lo sanno bene, a che santo votarsi. E lo fanno… Eccome!

di

Silvia Ceriani

More info: Piazza Santuario, 4 – Grazie di Curtatone (Mn) – Tel. 0376 349002

ImmagineImmagine

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...