Frida Kahlo, quando l’arte ha le sue rock star

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Di tutti i personaggi a cui SdL dedica il testamento del mattino, Frida Kahlo è la prima a entrare ufficialmente nel blog, oggi, il 13 luglio nell’anniversario della sua morte. Il perché è ovvio: è una signora del lutto, nel senso, per quanto possibile, dell’amore verso la vita e del curioso e soprattutto costante e ironico rapporto con la morte.
Se non proprio tutti, molti conoscono il suo destino, segnato da un incidente che le ha condizionato l’esistenza e dalla passione viscerale per la pittura che è stata la sua salvezza in molti momenti.
E poi lei è messicana, un simbolo del suo paese come le calaveras, el dia de los muertos e la llorona.
Frida la amiamo per tutto, per la sua arte certo, ma siamo (io per lo meno lo sono) pienamente consapevoli di essere feticisti nei riguardi della sua persona, del suo modo di essere e di apparire.
È un’icona di passione e di stile, e già l’aveva notato Vogue ai tempi, che le aveva dedicato una copertina.

Frida che in più era pure comunista, potrebbe stare (all’inferno?) dove stanno le grandi rockstar, a bere e fumare insieme a Jimi Hendricks, Janis Joplin e Jim Morrison, e ancora darebbe loro filo da torcere.

C’è una canzone di Elio e le Storie tese in cui è espressa la teoria (geni, sempre!) che è Roma la città in cui si sono rifugiate tutte le rockstar “li cantanti morti non son morti veramente, se ne stanno a Roma a fa la bella vita” e ognuna a suo modo perpetuamente sopravvive, “er lucertolaro” Morrison, Elvis “er pelvicaro”, John Lennon, Freddy Mercury “er mafrodito” e tutta la banda di musicisti maledetti.

E se invece “li cantanti son veramente morti”, mi piace pensare che lì sotto da qualche parte esista anche un altro girone, dove insieme a Frida ci siano le rockstar dell’arte.
Immagino Andy Warhol organizzare le feste come se fosse ancora alla Factory, Picasso a dipingere sulle pareti, Basquiat bellissimo che giura di non farsi mai più, e poi ci sarebbe anche Hopper, di sicuro.
Non parliamo di Balthus nostalgico verso le sue giovani modelle e che ora per affinità elettiva sarebbe amico inseparabile di Egon Schiele.
E poi ci sarebbe Diego (Rivera) che data la legge del contrappasso è diventato fedele e sempre amorevole. Immagino scene in cui lei lo trova quasi soffocante con le sue attenzioni e lo sprona a uscire un po’, ad andare alle feste di Andy insieme a Modigliani e Dalì.
Frida in tutto questo avrebbe bisogno di spazio, per cantare a squarciagola insieme a Chavela Vargas.
Soprattutto, sempre grazie al contrappasso, non sarebbe più malata o come diceva lei, non sarebbe più rotta, anzi danzerebbe, come una grande ballerina, la prima danzatrice del “corpo” di ballo di Pina Bausch.

Viva la vida!

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Per chi non la conoscesse e per tutti quelli che la amano ecco dove trovarla:

Libri
Frida (La biografia ufficiale) di Herrera Hayden (Baldini Castoldi Dalai editore, 2010)
Frida Kahlo, una biografia surreale di Marco Corona (Black Velvet, 2006)
Frida Kahlo, biografia per immagini (Abscondita, 2008)
Lettere appassionate, a cura di M. Zamora, trad. M. Martignoni (Abscondita, 2002)
Querido doctorcito. Lettere al dottor Leo Eloesser, a cura di M.C. Secci (Abscondita, 2010)
¡Viva la vida! di Cacucci Pino (Feltrinelli editore, 2010)
Diego e Frida. Un amore assoluto e impossibile sullo sfondo del Messico rivoluzionario di Jean-Marie Le Clézio (Il Saggiatore, 2008)
El Diario De Frida Kahlo / The Diary of Frida Kahlo: Un intimo autorretrato / An Intimate Self-portrait di Sarah M. Lowe e Carlos Fuentes ( 2006)
Frida Kahlo, (collana Libri Illustrati, Rizzoli 2006)

Film e documentari
Que viva Mexico! di Ėjzenštejn, 1931 (bellissima soprattutto la parte di dedicata al giorno dei morti)
Frida di Julie Taymour, 2002.

Musei e luoghi da non perdere
Museo Frida Kahlo Casa Azul, Coyoacan. Città del Messico
http://www.museofridakahlo.org.mx/
Casa-studio Rivera- Kahlo, San Angel. Città del Messico
http://www.estudiodiegorivera.bellasartes.gob.mx/
Fondacion Dolores Olmedo, Città del Messico
www.museodoloresolmedo.org.mx
Casa Museo di Leo Trotskij, Coyoacan. Città del Messico
http://museocasadeleontrotsky.blogspot.it/
Museo de Arte Moderno, Città del Messico
http://mam.org.mx/
Trovate opere di Frida anche al MoMA a New York, al San Francisco Museum of Modern Art e al National Museum of Women in the Arts, Washington D.C

E soprattutto, l’ho scoperto da poco, a Roma verrà organizzata la prossima primavera, in marzo, una grande mostra alle Scuderie del Quirinale: http://www.romeguide.it/mostre/fridakahlo/fridakahlo.html
Noi ci andremo. Voi?

di Serena Fumero

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