Macabri, celesti, splendenti

Un libro sulle tracce delle reliquie di santi – veri o supposti tali – che viaggiarono dalle catacombe romane alle chiese cattoliche del nord Europa, dove furono accolti da mani amorevoli e adornati di pietre preziose e fini tessuti. Finché, nel xix secolo, non divennero fonte di imbarazzo…

Qualche giorno fa, sulla nostra pagina facebook si sono materializzati alcuni rimandi a un recente articolo pubblicato sul Daily Mail. Le due fotografie che lo accompagnavano erano potenti, luccicanti, lussuose. Mostravano due scheletri interamente ricoperti d’oro e d’argento, adornati con ricami di gemme preziose. Lì per lì non mi ci sono soffermata più di tanto. Ma ora sono un paio di giorni che cerco di leggere tutto quel che si trova in rete su Paul Koudounaris, l’autore di queste foto magnifiche, che la stampa anglosassone non ha esitato a definire “Indiana Bones”.

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Il suo nome non mi suonava completamente nuovo. Infatti nel 2011 Koudounaris aveva già realizzato un lavoro interessantissimo e importante sugli ossari di tutta Europa, intitolato The Empire of Death e pubblicato dall’editore Thames and Hudson. E proprio mentre era immerso nelle ricerche per questo primo lavoro si imbatté in questo tesoro macabro, disseminato nelle segrete di chiese, abbazie e conventi tedeschi, svizzeri e austriaci.

La loro storia è una vicenda di martirio, esilio e santificazione negata. Intorno al xvi secolo, infatti, furono strappati dalle catacombe cristiane a Roma e inviati verso nord, per risarcire le chiese cattoliche della distruzione e perdita di reliquie subita nel periodo della Riforma. Lì furono scambiati per i resti dei primi martiri del cristianesimo e accolti da amorevoli suore e altri seguaci che s’impegnarono nel realizzare i loro preziosi decori, nell’intarsiare gemme, attaccare monete, scolpire cuori, aggiungere drappi e stoffe preziose.

Sant’Alberto, con la bocca dentata contornata di rubini e zaffiri; San Felice, con un cuore d’oro scavato nel petto e tessuti rossi a conferirgli eleganza; San Benedetto con le gemme a traboccargli fin dalle orbite degli occhi e dal setto nasale; Santa Luciana, il cranio velato e decorato di fiori dorati; San Valentino, con le dita inanellate e adorne di fini catene dorate… Solo parecchi secoli dopo si scoprì che, molto probabilmente quei resti non appartenevano ai primi martiri ma a cristiani qualunque. La Chiesa non si prese mai la briga di canonizzarli, del resto. Ed essi divennero simbolo non più di munificenza, fede incrollabile e amore, ma di un certo qual imbarazzo… Anni di cure e di amorosa dedizione dedicati alle ossa di impostori. Questo errore era difficile da perdonare e da perdonarsi. E così, molti santi furono spogliati dei loro addobbi, altri semplicemente nascosti, messi al riparo dalla curiosità morbosa di turisti e fedeli.
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Finché Koudounaris, l’Indiana Bones dei nostri giorni, non li ha riportato alla luce. E ha donato loro un’ulteriore occasione di splendore grazie al suo nuovo libro Heavenly Bodies. Perché non saranno scheletri di martiri e santi ma, al solo vederli ci (o perlomeno mi) sembra impossibile non investirli di un po’ della devozione che fu loro tributata in passato. Come se tutte le amorevoli cure di cui furono fatti oggetto siano un elemento fondante della loro celestialità.

The Empire of Death Heavenly Bodies sono al momento pubblicati in lingua italiana, ma chi vuole può comunque acquistarli su Amazon o, addirittura, seguire la tournée di presentazione che porterà Koudounaris in alcune interessantissime location, tra cui The Last Tuesday Society at Viktor’s Wynd’s a Londra o Morbid Anatomy Library a Brooklyn. Noi speriamo, però, che prima o poi un editore illuminato… Perché questi libri sono macabri, sono appassionanti, sono eleganti, sono bellissimi e, soprattutto, come ha detto Joel-Peter Witkin: «Caro Paul, la morte è la grande. Dobbiamo far posto ad altri viaggi e altre avventure… Il soggetto del tuo libro è la vita, e questo libro può cambiare la vita della gente».

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di

Silvia Ceriani

Info

Empire of Death e Heavenly Bodies sono entrambi acquistabili su Amazon.

Per avere un buon assaggio delle foto di Koudounaris, visitate il suo sito Empire de la mort.

Per scoprire dove sono programmate le prossime presentazioni, andate sempre sul suo sito.

Tutte le foto di questo post sono realizzate dall’autore e presenti on line.

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3 pensieri su “Macabri, celesti, splendenti

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