Belle fresche #2 – La rassegna stampa del Salone del Lutto

Settimane intense queste ultime, caratterizzate come sono da episodi di censura, storie osé e macabre scoperte… Ed ecco che viaggeremo tra le sepolture di matematici e soldatesse, amori consumati all’ombra di un loculo e l’inquietudine della provincia italiana.

Della salma di Priebke non voglio parlare, questo no. È troppo increscioso l’averlo ospitato, da vivo, in Italia (a Roma!) così come l’interrogarsi sul suo destino da morto, sull’eventualità di tributargli una cerimonia pubblica e di tenerlo qui anche adesso, anche adesso che è morto. E non voglio parlare neppure delle centinaia delle salme dei naufraghi, stipate in cimiteri dove a connotarle non è il nome ma un numero. Entrambi sono episodi troppo tristi per poterne discutere con la dovuta serenità. O razionalità.

Me ne sono interessata. È vero. Ma è altrove che adesso voglio portare l’attenzione di chi legge. E il primo tema è la censura. Un episodio è avvenuto a Chester, nel Cheshire, dove la vedova Angela Robinson si è vista ordinare la rimozione dell’iscrizione sulla lapide del marito, morto a maggio di quest’anno, all’età di 66 anni. La lapide, a mio avviso, non era nulla di scandaloso né osceno. Una comunissima lapide nera, con incisioni in bianco. Tra queste, lo schema di un Sudoku e una formula matematica. Niente di che, insomma. O perlomeno niente da dover scomodare una censura… Anzi, questa lapide poteva essere interpretata semplicemente come l’atto d’amore di una donna per il suo defunto marito, un matematico! Un matematico che amava giocare al Sudoku… Dove sta lo scandalo, dunque? Come può tutta questa discrezione essere interpretata come motivo di disturbo e di turbamento? Ai posteri l’ardua sentenza. Intanto, se volete saperne di più, andate a sbirciare sul Mirror

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Il secondo episodio di censura, invece, si è verificato nel cimitero di Spring Grove a Cincinnati. Lì, la famiglia di una veterana della guerra in Iraq, il cui fidanzato è imputato per i suo omicidio, aveva fatto erigere una lapide alta due metri e raffigurante la grande “spugna” protagonista del cartone animato Spongebob. Pare infatti che la defunta, Kimberly Walker, ne fosse appassionata. Già che c’erano, i signori Walker si sono fatti prendere la mano, e di lapidi così ne hanno fatta erigere una seconda, per la sorella gemella di Kimberly, tuttora vivente! Le autorità, però, sono tornate sui loro passi e dopo l’iniziale approvazione hanno deciso di far rimuovere le due “sculture”. Boh? In questo caso non so cosa pensare… Le lapidi erano effettivamente orrende. Però, forse, bloccarle prima non sarebbe stata una cattiva idea. Chi vuole saperne di più può andare a leggersi La Repubblica…

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Poi c’è quel meraviglioso caso di coitus interruptus. Stavolta ci spostiamo in Italia, a Cimitile in provincia di Napoli. È vero che se una resta vedova ancor giovane non è che si possa pretendere la fedeltà eterna al marito. Ma è pur vero che, con tutti i posti che poteva scegliersi per i suoi convegni amorosi la 37enne nolana non poteva sceglierne uno meno indicato: tra i loculi, sotto gli occhi – forse – dello stesso marito. Se devo immaginarmi un caso in cui il detto “da rivoltarsi nella tomba” è vero, ecco il caso è questo. E oltre ai rivoltamenti del defunto vanno tenuti in considerazione anche quelli del custode, la causa del coitus interruptus. Di questo episodio ne hanno parlato un po’ tutti, ma io l’ho letto sul Corriere del mezzogiorno, ed è lì che vi spedisco se volete saperne di più…

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E infine c’è una storia che sarebbe tanto piaciuta all’Hitchcock horrorifico, quello di Psycho, per intenderci. È accaduto nella provincia di Cuneo, dormiente o addirittura mummificata. Borgo San Dalmazzo! Patria della Fiera Fredda, o addirittura gelida… E in una casa, dov’è morta la signora Graziella Giraudo, dopo alcuni giorni è stato trovato in uno sgabuzzino il cadavere della sua consuocera, la signora Rosa, che tutti credevano fosse partita per un viaggio… Rosa era ritenuta una “santona” per la capacità di leggere le carte e prevedere il futuro, ed era «seduta su una sedia, una mano alzata in segno di benedizione. Tutto il corpo coperto fasciato da lenzuola di lino e cotone, come una specie di sudario»… Ora, i figli, che vivevano nello stesso villino non ne sapevano niente? E tutti quelli che nei mesi scorsi hanno continuato a far visita alla casa della Santona? E se invece si trattasse di devoti? Boh! Io ho sempre amato Hitchcock, ma mai avrei potuto credere di trovarmi il Bates Motel a pochi metri da casa. Qui tutti vogliamo saperne di più: tenete d’occhio i quotidiani nei prossimi giorni. E intanto leggetevi la news dal Blitz Quotidiano

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Buona lettura, signori.

Le notizie sono selezionate da @si_ceriani e @seref

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