Lezioni di anatomia

1512829_10152146548151591_1610630128_nSul nuovo numero di Illustrati SdL vi porta a lezione di anatomia. Anzi, visto che non vuol far torto a nessuno, accontenta maschietti e femminucce, e di lezioni ve ne propone ben due…

Due sono le lezioni di anatomia che raccontiamo: due come i due sessi, femminile e maschile. Due storie o meglio ancora due vite, due personaggi, due secoli e due città: la signora Morandi Manzolini e il signor Giacomini hanno fatto della loro professione la loro essenza – senza mezzi termini. Le loro lezioni non si sono svolte soltanto in una sala operatoria o su un tavolo da obitorio – stile Rembrandt, per intenderci – ma si tengono tuttora nelle teche di due musei: quello di Palazzo Poggi (Istituto di anatomia) di Bologna e il museo di Anatomia Umana “Luigi Rolando” di Torino. È qui che, rispettivamente, Anna e Carlo hanno vissuto ed è qui che sono conservate le loro “specialità”. E non solo.

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Anna, la signora Morandi Manzolini (1716-1774), è un’artista, ceroplasta e scienziata. È la dimostrazione che le donne, anche in tempi non favorevoli, possono accostarsi alla cultura in maniera eclettica e particolare, in una parola trasversale. Come spesso accade, comincia seguendo le orme del coniuge e, via via che si creano le occasioni, si occupa dell’allestimento dell’allora Istituto delle Scienze di Bologna e collabora con la scuola di ostetricia sia dedicandosi alla ricerca sia realizzando modelli sullo sviluppo del feto durante la gravidanza. Di lei i contemporanei dicono: «Donna bella e piena d’ingegno tratta con vigore virile i cadaveri e anche le membra in decomposizione, per poterli riprodurre e consegnare ai posteri […] Allestì quindi la propria casa con parti del corpo umano, eseguite con arte mirabile».

I suoi lavori e le sue preparazioni parlano di lei: il suo approccio affianca un grande rigore a un’insolita sensibilità estetica. Nel suo autoritratto, Anna è una gran signora, soddisfatta di sé, molto elegante nella sua veste ornata di pizzi, nastri e fili di perle. L’anello e gli orecchini, così come l’acconciatura, raccontano di una donna che ha raggiunto una posizione importante grazie all’amore per il suo lavoro e lei, così femminile e sicura, è fissata per sempre nella cera nell’atto di dissezionare un cervello umano!

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Carlo, il signor Giacomini (1840–1898) è stato il direttore del museo di Anatomia Umana di Torino dal 1876. A lui, oltre a un nuovo assetto e un rinnovo delle collezioni, si devono gli oltre 800 encefali umani conservati “a secco”, che testimoniano da un lato il grande interesse della facoltà di Torino per il funzionamento del cervello e dall’altro la grande capacità di Carlo nell’ideazione e messa a punto di questo procedimento di essiccazione di cui ci ha lasciato anche la ricetta! Non si può non dire che non sia stato l’anima del museo, e anche di più, avendo scritto nel proprio testamento: «Non essendo partigiano né della cremazione né dei cimiteri preferisco che le mie ossa e il mio cervello abbiano riposo nell’istituto anatomico dove ho passato i più begli anni della mia gioventù ed al quale ho consacrato tutte le mie forze […]». E così è stato.


di
Serena Fumero

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