Babbo Natale, cos’è la morte?

Tutto ha inizio con la morte del gatto Tarzan e con un bambino dalla sensibilità speciale, che preferisce le notti scure alle giornate limpide e che ama la solitudine, la pioggia, la malinconia. E che, soprattutto, si pone domande complicatissime…

Billy Nebbia

Billy Nebbia – Il dono dell’oltrevista è già da un anno sugli scaffali delle librerie, ma sono riuscita a leggerlo soltanto adesso. È un fumetto non lineare, dove alla storia principale – con le vignette e tutto il resto – si alternano poesie in grado di stimolare gli incubi peggiori (“La fanciulla delle forbici”, “La fanciulla dei coltelli”…), bestiari (“I vampiri”, “I gatti”, “Le sorelline”!…) e strane pagine prese a prestito da una fantomatica “Gazzetta dell’insolito”, che spiega al lettore come prepararsi a una seduta spiritica con la tavola ouija, come comportarsi coi fantasmi e molto altro ancora.

In Billy Nebbia ci sono anche due lettere. La prima Billy la invia a Babbo Natale, chiedendogli un regalo speciale che non è un gioco, ma una risposta, una rivelazione: Babbo Natale, cos’è la morte? Chi è? Dov’è? Uno è obbligato ad andarci? La seconda è la risposta del Babbo, che è molto saggia, anche se Billy non è poi così soddisfatto: «Impara a capire la vita e tu comprenderai cosa è la morte. Perché una è il riflesso dell’altra, sono gemelle, inseparabili. Come un fratello maggiore e una sorellina più piccola».

Billy Nebbia

E allora uno si rende conto che, in mezzo a tante creature fantastiche, in mezzo a disegni di una delicatezza infinita (anche quando l’oggetto disegnato è un gatto morto pieno di larve), questo libro magnifico è stato studiato per spiegare la morte ai bambini, e forse anche agli adulti (che di fronte alla morte non è che siano poi così maturi). Perché i bambini sulla morte si interrogano, comprendono che è un mistero, spesso ne hanno paura, sanno che ha un odore bizzarro e che non manca d’inventiva – si presenta come un grosso verme bianco, un fuoco che brucia, un cappio al collo… –. I più intelligenti e svegli sanno addirittura che «la morte è infingarda! E sonnecchia dentro a ciascuno di noi…» e, inevitabilmente, vogliono saperne di più. Billy Nebbia ci dice che i bambini si pongono molte più domande degli adulti, a questo riguardo, perché gli adulti, in ultima analisi la morte la ignorano e basta, la espellono dal loro orizzonte.

E io un libro come questo non posso far altro che consigliarlo, perché ci dice che a un argomento complesso e difficile ci si può approcciare con grazia e lievità, perché è un’edizione curatissima, con una bella carta frusciante e mille preziosità che si alternano in tutte le pagine (a proposito, in qualsiasi pagina del volume vi troviate, sarà sempre pagina 13), perché come tanti fumetti è un libro che non ha età e perché ci sono migliaia di consigli bizzarri che ti vien voglia di sperimentare, anche se forse non è a te, adulto, che sono rivolti.

di Silvia Ceriani

Billy Nebbia CoverDati
Guillaume Bianco
Billy Nebbia – Il dono dell’oltrevista
Bao Publishing, Milano 2013
Traduzione dal francese di Stefano Visinoni

Billy Nebbia Tarzan

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2 pensieri su “Babbo Natale, cos’è la morte?

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