L’ultimo bagno

Note a margine di una ricerca su un oggetto di uso comune e la nostra comune sorte… La vasca è forse una bara piena d’acqua? Forse no, molti ne fanno un uso più semplice o perlomeno consueto. Ma quanti hanno deciso di prolungare all’infinito il loro relax? Simona ce ne dà un’idea e da oggi il nostro bagno avrà un sapore completamente diverso…

«Metti “White Rabbit”» disse. «Voglio un suono ascendente».
«Sei spacciato» feci. «Tra due ore io me la filo – dopodiché verranno quassù e ti faranno vomitare quella merda mortale a suon di mazzate. Direttamente qui nella vasca».
«La mia tomba me la scavo da me» disse. «Acque verdi e il Coniglio Bianco… mettila, (…)».
«Lascialo girare!» gridò. «Al cazzo di massimo volume che può raggiungere! E quando arriva a quella fantastica strofa in cui il coniglio si stacca da solo la testa con un morso, voglio che tu tiri quella fottuta radio nella vasca qui da me».

Hunter S. Thompson, Paura e Disgusto a Las Vegas

La vasca da bagno, forse per la sua orizzontalità, sembra abbia a che fare con la morte. Basta digitare su google “vasca da bagno + suicidio” per rendersene conto. Si decide di morire in una vasca piena d’acqua tagliandosi le vene dei polsi o trafiggendosi con un pugnale o ancora inalando gas o ingerendo tranquillanti e alcool. Per quanto riguarda gli omicidi in vasca, gli esempi, anche in questo caso, non mancano; forse sarà perché durante il bagno siamo più rilassati e più facilmente preda dei malintenzionati. Insomma nel nostro immaginario il rituale della morte in vasca ha sicuramente un suo angolino e ce ne sono prove, oltre che nella realtà, anche nei film.

Tutti ricorderanno la famosissima scena del film Psyco di Alfred Hitchcock (1960) dove Marion Crane, interpretata da Janet Leigh, viene uccisa mentre fa la doccia in una vasca da bagno.

Indubbiamente meno persone ricordano il bel film I diabolici di Clouzot (1954), dove troviamo Nicole (Simone Signoret) e Christina (Vera Clouzot) intente ad affogare Michel (Paul Meurisse) nella vasca da bagno. Michel è amante della prima e marito della seconda. Il film è tratto dal romanzo Celle qui n’était plus (1952) di Pierre Boileau e Thomas Narcejac. Fu rifatto a Hollywood col titolo di Diabolique nel 1996.

Dopo il ritrovamento di una donna morta in una vasca da bagno iniziano le indagini nel film La città nuda di Jules Dassin del 1948, film che vinse l’oscar per la fotografia e il montaggio contribuendo al successo di Dassin, che fu anche aiuto regista del già citato Hitchcock.

Un altro film famosissimo da tenere presente è sicuramente Shining di Stanley Kubrick (1980). Infatti una delle scene più agghiaccianti di questo stupefacente capolavoro è quella della morta nella vasca da bagno, ormai parzialmente decomposta, che seduce il protagonista (Jack Nicholson). Se l’immagine delle inquietanti gemelline presenti nel film è sicuramente una citazione della foto di Diane Arbus, possiamo solo fare supposizioni riguardo alla volontà del regista di ricordare la morte della nota fotografa statunitense, tra le più significative del ventesimo secolo, e sua cara amica, con il macabro riferimento di quella donna con il corpo putrescente. Diane Arbus, infatti, si suicidò il 26 luglio 1971 ingerendo una forte dose di barbiturici e tagliandosi i polsi nella vasca da bagno. La troveranno un paio di giorni dopo, con il corpo già in avanzato stato di decomposizione.

simona trozzi 2

Impossibile non ricordare tra i film che mostrano la vasca da bagno associata alla morte Paura e delirio a Las Vegas di Terry Gilliam, del 1998. In questo film il regista mette in scena l’omonimo libro di H. S. Thompson e ci mostra il dottor Gonzo (Benicio del Toro), mentre giace vestito e immerso nella vasca da bagno, in completo delirio da droghe. Gonzo pretende che il giornalista Raoul Duke (Johnny Deep) lanci lo stereo nell’acqua fulminandolo nel momento culminante del brano White Rabbit dei Jefferson Airplane.

A questo punto mi sembra giusto citare un’altra pellicola tra le più particolari e indimenticabili della storia del cinema, si tratta di Harold e Maude di Hal Ashby, del 1971. Infatti, tra i vari suicidi inscenati da Harold (Bud Cort), non poteva mancare quello nella vasca da bagno: è lì che Harold si finge sgozzato in un bagno completamente schizzato di rosso sangue.

Insomma i riferimenti nei film sono veramente molti, spesso il racconto inizia proprio con una morte in vasca da bagno, cui seguono poi accadimenti inaspettati come in Nascosto nel buio di John Polson (2005), dove tutto inizia quando la piccola Emily (Dakota Fanning) rimane sconvolta dopo aver visto la morte della madre; o come ne La mia vita a Garden State di Zach Braff (2004), che inizia con il ritorno di Andrew (Zach Braff) per il funerale della madre, morta affogata nella vasca da bagno, nella città dove risiedono i propri genitori dopo nove anni di assenza.

Altre volte è un personaggio del film che, non sopportando di affrontare gli accadimenti, si suicida. Succede nel film Swing Kids di Thomas Carter, dove Evey (Tushka Bergen) immerso nella vasca da bagno, si taglia le vene con un frammento di gommalacca (allora il vinile non c’era ancora) di uno dei dischi che tanto amava in una Germania ormai umiliata dal credo nazista. E succede anche nel film It di Tommy Lee Wallace (1990), dove Stanley Uris (Richard Masur) non riesce ad affrontare il ritorno del terrificante pagliaccio e viene ritrovato esanime dalla moglie nella vasca da bagno, con le vene dei polsi tagliate.

A volte è una storia vera a ispirare la creazione, come nel film “L’inverno dei sogni infranti” di Eric Mandelbaum (2009), dove troviamo Harry Berge (Dan Moran) morto nel bagno di Barbara Hoffman (Thora Birch). Barbara, con l’aiuto di Jerry Davies (Brendan Sexton III), si sbarazzerà del cadavere, ritroveremo Jerry morto nella vasca da bagno a poco meno di una decina di minuti dalla fine.

A volte la creazione è un singolare omaggio di un attore famoso a un famoso musicista forse nel presentimento di un comune destino come nel caso di A Place To Be, che è un istallazione multimediale dedicata a Nick Drake realizzata per un festival di Seattle in cui è inserito un video girato da Heath Ledger e in cui l’attore si annega nella vasca da bagno con in sottofondo “A black eyed dog” di Nick Drake. Heath Ledger amava la musica di Nick Drake e, come il cantante, sarebbe morto a causa dell’avvelenamento da farmaci.

simona trozzi 1

Dopo tutte queste morti immaginate nei film è il caso di ricordare alcune morti reali di persone che con il mondo dello spettacolo hanno avuto a che fare. Ad esempio María Montez, attrice Holliwoodiana di origini dominicane che, il 7 Settembre 1951, viene trovata morta affogata nella vasca da bagno nella sua abitazione parigina di Suresnes dalle sorelle Ada e Teresita , presumibilmente colpita da un attacco cardiaco, all’età di soli 39 anni. O Claudia Laffranchi, giornalista, madrina e presentatrice del Festival di Locarno, che è stata trovata morta nella vasca da bagno della sua abitazione di West Hollywood il 25 maggio 2012 a soli 49 anni. O ancora Adrienne Shelly, attrice che dal marito viene trovata penzolante nella vasca da bagno, impiccata con un lenzuolo al tubo della doccia nel loro appartamento a Manhattan, , il 1° novembre 2006. E poi Brittany Murphy, attrice, cantante e doppiatrice, trovata morta nella vasca da bagno, il 20 dicembre 2009, all’età di 32 anni; e Whitney Elizabeth Houston, cantante e attrice statunitense, che viene trovata morta nella vasca da bagno l’11 febbraio 2012. La sua morte è stata archiviata come accidentale.

Non era un attrice, ma ispirato alla sua vita fu girato il film Domino di Tony Scott (2005). Si tratta di Domino Harvey, cacciatrice di taglie britannica, nota per essere una delle poche donne e di famiglia benestante ad aver intrapreso questa carriera. Venne trovata morta nella vasca da bagno il 27 giugno 2005 a West Hollywood, in circostanze misteriose. Fu accertato che la morte, probabilmente accidentale, avvenne per un infarto provocato da overdose.

Il mondo del cinema ha potuto fornirci tanti esempi ma sicuramente anche il mondo della musica rock ha delle stelle da ricordare e delle curiosità da offrire ai fini di questa ricerca: James Douglas “Jim” Morrison… Poeta, cantante, autore e leader carismatico della band statunitense The Doors, secondo la versione ufficiale, fu trovato privo di vita nella vasca da bagno da Pamela Courson il 3 Luglio 1971 presso la loro abitazione a Parigi nel quartiere di Le Marais. La morte di Jim Morrison è tuttora avvolta nel mistero. I referti medici ufficiali parlano di arresto cardiaco, ma non fu mai eseguita alcuna autopsia. Jim Morrison è sepolto nel celebre cimitero di Père Lachaise a Parigi.

È curioso, poi, che io abbia trovato due casi in cui la morte nella vasca da bagno è solo una colorita leggenda legata ai loro protagonisti. Keith Relf, musicista, fu il cantante del gruppo The Yardbirds e morì fulminato a casa sua il 14 maggio 1976 all’età di 33 anni. Il cortocircuito che ne provocò la morte fu probabilmente causato da un’errata messa a terra dell’amplificatore e non dall’immersione in acqua del cantante così come narra la leggenda che lo vuole intento a suonare la chitarra elettrica nella vasca da bagno. GG Allin, cantante hardcore punk, morì il 28 giugno 1993. La leggenda lo vuole morto nella vasca da bagno con ancora addosso il suo chiodo, una bottiglia di whisky in una mano e, una siringa infilata nell’altro braccio. In realtà, dal racconto di Johnny Puke che era con lui la notte in cui morì si evince che questa è, appunto, solo una leggenda.

A conclusione di questo excursus di morti in vasca forse è il caso di ricordare un antenato illustre, un personaggio mitologico e un’immagine che mi hanno spinta a realizzare questa piccola ricerca.

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L’antenato illustre è Seneca che, dopo aver ricevuto da Nerone l’ordine di togliersi la vita, si tagliò le vene. Secondo la testimonianza di Tacito, Seneca si immerse in una vasca di acqua calda per favorire la perdita di sangue che altrimenti sarebbe defluito troppo lentamente per la vecchiaia e la denutrizione. Per quanto riguarda il personaggio mitologico ricordiamo Minosse, figlio di Zeus e di Europa, che fu ucciso, secondo il mito, in una vasca da bagno in Sicilia. L’immagine che mi viene immediatamente in mente quando si parla di vasche da bagno è sicuramente il celebre dipinto commemorativo in cui l’artista Jacques-Louis David, rappresentò Jean-Paul Marat assassinato, consegnando così l’evocativa immagine di quella morte ai posteri. Jean-Paul Marat, uno dei protagonisti della rivoluzione francese, fu assassinato da Charlotte Corday con una coltellata al petto mentre era immerso nell’acqua tiepida di una vasca, il 13 luglio 1793.

A questo punto mi sorge una sola, semplice domanda: perché il nostro immaginario associa al trapasso questo oggetto di uso comune, in una sorta di rituale funerario? Di risposte non ne ho, ma ho iniziato parlando di orizzontalità e mi viene in mente che la vasca da bagno contiene il corpo così come fa la cassa per la sepoltura, e come fa la terra quando il corpo viene sepolto. La vasca lo accoglie rilassato e disteso, immerso nell’acqua e questo mi fa pensare alla trasformazione, alla nascita, e quindi anche alla morte. In varie epoche e in vari luoghi, è usanza lavare, ungere e profumare i corpi dei defunti, e anche questo è un altro aspetto interessante. Ma, soprattutto la vasca contiene acqua, e probabilmente è la grande valenza simbolica che per l’uomo ha questo elemento a far sì che la vasca da bagno veda riflessa su di sé parte di quei significati che così tanto hanno a che fare con l’inizio e la fine.

Detto ciò vi lascio con una frase di Eraclito e… Buon bagno a tutti!

«La morte per le anime è divenire acqua, la morte per l’acqua divenire terra, e dalla terra si genera l’acqua, e dall’acqua l’anima»
Eraclito

simona trozzi x salone del lutto Testo e illustrazioni di Simona Trozzi
Da sempre interessata al mondo delle immagini, realizzo illustrazioni e lavoro nella customizzazione di moto. Ho frequentato il corso di illustrazione allo IED di Roma e alcuni corsi di perfezionamento in illustrazione editoriale per ragazzi alla
Fabbrica delle Favole con Fabian Negrin e Pablo Auladell. Ho una grande passione per il bizzarro e il fantastico, amo i cimiteri, i boschi, il cinema, la musica e la letteratura. Vivo in una casa che è un piccolo museo di cose macabre e romantiche, il luogo ideale per dare vita ai propri sogni.
Ho un sito, due pagine facebook (una con foto di cimiteri e una con i lavori sulle moto e le illustrazioni) e due blog (uno con schizzi dal mio diario e uno con le illustrazioni di IMAGINA)

www.simonatrozzi.it

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