La fantasmagoria: boohoo!

Halloween, già… Non mi ha mai fatta impazzire, a differenza del dia de los muertos. E, tuttavia, leggendo di un particolare tipo di spettacolo mi dico che, forse forse… Se fossi al Cabaret du Neant, e se vestissi abiti antichi, e se fossi ben predisposta allo spavento… Allora sì, così Halloween lo vivrei volentieri. Nei giorni che precedono Halloween mi viene sempre in mente uno spettacolo nato alla fine del Settecento che ha fondato la sua fortuna sull’apparizione di spettri e mostri e, naturalmente, sul piacere che provano le persone nell’essere spaventate: la fantasmagoria.

Incisione che mostra la Fantasmagoria di Philidor.

Incisione che mostra la Fantasmagoria di Philidor.

La fantasmagoria appartiene alla categoria di spettacoli del precinema, perché prevede la proiezione di immagini più o meno in movimento e nacque quando il tedesco Johann Georg Schröpfer apportò alcune modifiche alla lanterna magica e la utilizzò per far apparire immagini di fantasmi in ambienti bui e fumosi. Paul Philidor, anche lui tedesco, diffuse questo tipo di proiezioni a Berlino, a Vienna e soprattutto a Parigi dove la fantasmagoria divenne molto popolare. Philidor faceva apparire, spesso come diavoli che emergevano dalle tenebre, i protagonisti defunti della rivoluzione, Danton, Robespierre e Marat, suscitando il grande interesse dei parigini e alcuni sospetti da parte delle autorità.

Incisione che mostra la reazione degli spettatori di uno spettacolo di Robertson.

Incisione che mostra la reazione degli spettatori di uno spettacolo di Robertson.

Il personaggio più importante nella storia della fantasmagoria fu il belga Étienne-Gaspard Robert, detto Robertson, che modificò la lanterna magica in modo da poter proiettare più immagini per volta e dotò il cavalletto di ruote così da aumentare l’effetto dinamico e ottenere figure che si ingrandivano o rimpicciolivano progressivamente. La fama che raggiunsero le rappresentazioni di Robertson non era data solo dalla sua abilità tecnica ma dalla capacità di offrire agli spettatori un’esperienza “totale”. Per prima cosa Robertson scelse la sede dei suoi spettacoli con molta cura, si trattava dell’allora decadente e sinistro convento dei Cappuccini vicino a Place Vendôme a Parigi. Per raggiungere il teatro all’interno del convento gli spettatori dovevano attraversare corridoi e stanze popolati da illusioni ottiche e trompe-l’œil che preparavano l’atmosfera. Una volta giunto a destinazione, il pubblico aspettava in penombra circondato dai suoni del vento fortissimo e del temporale accompagnati da una musica inquietante la cui fonte non era visibile. A quel punto Robertson entrava nel teatro e faceva la sua introduzione, un lugubre monologo sulla morte e sull’aldilà. La stanza si riempiva di fumo e iniziavano le proiezioni con apparizioni di fantasmi, scheletri, diavoli, mostri. Robertson dichiarò che si riteneva soddisfatto solo quando vedeva i suoi spettatori tremare, coprirsi gli occhi o alzare le mani per lo spavento.

Incisione che mostra uno spettacolo di Robertson a Parigi nel 1797.

Incisione che mostra uno spettacolo di Robertson a Parigi nel 1797.

E le persone che andavano ad assistere alla Fantasmagoria volevano proprio quello: essere spaventate da creature mostruose di ogni tipo. Presto, complice il clima culturale del Romanticismo, la formula degli spettacoli di Robertson ebbe grandissimo successo e si diffuse in Europa e in Nord America. Queste rappresentazioni erano giudicate dalle autorità pericolose o potenzialmente sovversive per il potere che avevano di suggestionare le persone, e spesso coloro che le mettevano in scena avevano problemi con la legge. Ad esempio molti erano convinti che Robertson fosse davvero in grado di riportare in vita Luigi XVI o pensavano di aver assistito a vere apparizioni.

Incisione che mostra come avvenivano le proiezioni durante uno spettacolo (non specificato) di fantasmagoria.

Incisione che mostra come avvenivano le proiezioni durante uno spettacolo (non specificato) di fantasmagoria.

La fantasmagoria sopravvisse per moltissimi anni ed ebbe una grande influenza culturale tanto che nel 1869 Lewis Carroll le dedicò un omonimo poema illustrato e le sue immagini mostruose, i suoi trucchi, le sue atmosfere sono presenti nell’opera di alcuni dei pionieri del cinema, primo tra tutti George Méliès. Oggi la fantasmagoria viene riproposta da alcune compagnie teatrali inglesi e americane soprattutto in occasione di Halloween.

di Valentina Rossetto

Illustrazione di AB Frost per il poema “Phantasmagoria” di Lewis Carroll

Illustrazione di AB Frost per il poema “Phantasmagoria” di Lewis Carroll

Incisione che mostra la lanterna magica di Robertson

Incisione che mostra la lanterna magica di Robertson

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4 pensieri su “La fantasmagoria: boohoo!

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