La fine è l’inizio.

Questa è la storia di due dipinti e di una visione avvenuta un sabato pomeriggio. A dimostrazione che tutti si nasce e si muore, qualcuno anche più volte a quanto pare… 

Sabato pomeriggio[1].

Della sala grigia e vuota, si intravede un angolo del pavimento in pietra che conduce ad un apertura sul buio.

Un ragazzo e due donne stanno vegliando un cadavere.

E’ disteso su un tavolo in marmo rosso striato di bianco, è stato lavato e preparato per la sepoltura. Sulla destra un balsamario, con gli unguenti per l’unzione del corpo.

Il giovane, congiunge le mani e guarda il defunto del quale era amico, accanto a lui c’è una vecchia che sta piangendo e si sta asciugando le lacrime con un fazzoletto. E’ la madre.

Dell’altra donna, giovane e bella, si vede soltanto la bocca, aperta in un grido disperato.

Il cadavere  è quello di un uomo, tra i trenta e i quarant’anni, barba e capelli scuri. Lunghi.

Riporta ferite da taglio a mani e piedi, si intravede un taglio sul torace, il colpo mortale inferto. La testa reclinata da un lato, l’espressione è serena, in via di distensione.

Il compianto, o lamento sul Cristo morto, venne eseguito da Andrea Mantegna per la sua tomba in Sant’Andrea a Mantova[2].

La Madonna col Bambino_Bonsignori

Negli stessi anni, Francesco Bonsignori ci racconta l’inizio di questa storia[3] dalla sua prospettiva, azzardata quasi quanto quella appena descritta.

Al centro della scena in questo caso è la madre, con le mani giunte verso il suo bambino, abbandonato ad un sonno profondo, paurosamente simile alla morte.

Il piccolo è seminudo ed ha i genitali scoperti, messi in evidenza a conferma del suo lato più umano.

Non è adagiato in una culla o in una mangiatoia ma su una lastra in marmo rosso venato di bianco, esattamente come la pietra dell’unzione, una reliquia custodita nel santo sepolcro di Gerusalemme, la stessa pietra mortuaria dipinta dal Mantegna, rossa con striature bianche, generate dalle lacrime della madonna, così come volle la leggenda.

I due dipinti raccontano il capitolo iniziale e l’epilogo di una storia nata e finita per amore, in cui, già il bambino, invece di trasmetterci la magia mistica della natività o la serenità innocente tra le braccia della madre, anticipa quello che sarà il finale, un flash-forward che chiude un cerchio, a testimonianza, l’unica, di una morte temporanea e dell’inizio di una vita eterna.

[1] La scena si svolge il sabato santo, nell’arco del periodo detto “delle Quaranta Ore”. In questo lasso di tempo, Gesù Cristo sarebbe contemporaneamente morto come uomo e vivo in quanto Dio

[2] Dopo la sua morte, avvenuta il 13 settembre del 1506, la tela risultava ancora nel suo studio, venne successivamente acquistata dalla famiglia Gonzaga insieme ad altre opere del Mantegna e resto alla famiglia fino alla prima metà del 1600. Ora è conservata alla pinacoteca di Brera.

[3] Francesco Bonsignori, Madonna con il Bambino, 1483, Museo di Castelvecchio, Verona.

Di Serena Fumero

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