San Giorgio dei fantasmi: Jacub Hadrava

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Ph. Matej Divizna

Alcuni ne parlano come di uno dei luoghi più spaventosi e inquietanti del mondo. Eppure, proprio lavorando su concetti come l’inquietudine e la paura Jacub Hadrava, giovane studente di scultura presso l’Università della Boemia occidentale, è riuscito a regalare una seconda vita alla chiesetta di San Giorgio, a Lukova, nella Repubblica Ceca. La chiesa stava andando in rovina.

Costruita nel XIV secolo, sopportò nel tempo incendi e saccheggi. Ma l’abbandono effettivo avvenne non molto tempo fa, nel 1968, quando, durante una cerimonia funebre, il tetto cascò sulla testa dei dolenti. Fortunosamente, di morti non ce ne furono altri, ma il crollo fu il pretesto per chiudere baracca e burattini. Per il regime comunista il restauro di una casa vecchia e decrepita non rivestiva alcun interesse. Petr Koukl, che ha aiutato Hadrava nell’elaborare il progetto di restauro dice: «Tutto era caduto in rovina o era stato rubato, l’organo era stato danneggiato, la torre dell’orologio e i suoi meccanismi erano compromessi, andati. Era tutto perduto».

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Ph. Matej Divizna

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Ph. Matej Divizna

Fortuna che alla morte di un luogo c’è comunque rimedio. L’abbandono non ha giustificazioni, tanto più se un’intera comunità è privata di un punto di riferimento importante. A Lukova stava morendo la chiesa, ma i fedeli no. Quelli erano vivi e vegeti. L’idea di restaurarla venne in mente ad Hadrava, appunto, che per la sua tesi di laurea elaborò un progetto interessantissimo, stimolato dal suo professore, Jiří Beránek. Compito per la classe: trovare una chiesa fatiscente ma adatta per collocarvi un’installazione che avrebbe portato i fondi necessari alla diocesi di Plzeň. Forti dei loro studi in architettura paesaggistica, gli altri studenti del corso elaborarono progetti più astratti, scegliendo come location chiese di cui restavano solo le fondamenta o pochi muri in piedi. Hadrava, invece, scelse un’altra location. La chiesa di San Giorgio, appunto, che invece i muri li aveva e si prestava a un lavoro diverso.

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Quello che Hadrava immaginò fu di posizionare nella chiesa una dozzina di figure a grandezza naturale, coperte da veli bianchi come fossero fantasmi, sedendole in ordine sparso tra i banchi. Da quando successe, nel 2014, la chiesa visse una nuova esistenza. Magicamente, si trasformò in un’attrazione turistica, richiamando gente non solo dalla Repubblica Ceca ma anche da Russia, Brasile, Germania, Inghilterra, Australia… e diventando un soggetto interessante per i fotografi (le foto che stiamo usando noi sono di più autori, tra cui Matej Divizna).

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Su queste figure spettrali l’artista spiega: «Ho deciso di creare delle sculture figurative utilizzando l’intonaco. Come modelli ho potuto giovarmi dei miei compagni di studio. Ho fatto una fusione nella chiesa stessa, ma dopo ho realizzato una copia dei banchi e delle panche e ho completato altrove, a scuola, la realizzazione delle sculture. Ciò ha significato avvolgere i modelli nella plastica e un impermeabile per proteggerne la pelle, aggiungendo poi i diversi tessuti immersi nel gesso per creare la forma complessiva e il cappuccio. Per completare una sola statua, con un po’ di fortuna, mi ci è voluta circa mezz’ora».

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Ma, al di là dei dettagli tecnici, cosa rappresentano questi fantasmi? Chi sono? L’interpretazione è libera, ognuno può vederci dentro quel che vuole, e allora per alcuni saranno i fantasmi rappresentano i fantasmi dei tedeschi dei Sudeti che vivevano a Lukova prima della Seconda Guerra Mondiale e che erano soliti venire e pregare in questa chiesa mentre per altri rappresenteranno più che altro un richiamo alla caducità della vita. Quello che ci vedo io è una terapia contro l’abbandono: Hadrava ha ripopolato la chiesa con le anime di quelli che nei secoli si sono seduti ai suoi banchi e inginocchiati per pregare. Forse hanno un che di inquietante, ma io tendo a vederle come delle presenze rassicuranti. Ora che ci sono loro, la chiesetta è salva, ed è conosciuta, ed è ammirata. Credo che Hadrava sia riuscito nell’intento di averla salvata dalla morte.

di Silvia Ceriani

Fonti:
Daily Mail
Czech, sezione Kultura

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