Vanitas e Memento: due interpretazioni delle perle

Le perle sono vive, delicate, legate all’acqua e simbolo d’amore. Proprio perché sono vive le perle muoiono anche e – si dice – portano lacrime e sfortuna. Due artisti orientali con le perle e i gusci di madreperla creano le loro Vanitas e i loro Memento, piccole e raffinate opere da portare al dito, al collo o da tenere in casa, per ricordarci gli appuntamenti che contano…

shinji-nakaba-perle

shinji-nakaba-perle-3Le perle sono vive, delicate, legate all’acqua e a tutti i segni acquatici dello zodiaco, ma soprattutto al cancro, il segno della luna e del mare. Tradizionalmente, sono il regalo dei genitori alle figlie che raggiungono la maggiore età: un filo stretto, girocollo; e poi di nuovo per tutti gli eventi importanti della sua vita: un filo più lungo per il matrimonio; uno più lungo ancora per la nascita del primo figlio e così via… E sono anche uno dei pegni d’amore più sublimi e romantici: una perla, montata sull’anello di fidanzamento, a suggellare un amore till death do us part.

Ma attenzione: proprio perché sono vive, le perle muoiono anche: se le tenete al buio, se le tenete al chiuso, e se invece le buttate alla rinfusa insieme ad altri gioielli si graffiano, perché le perle sono delicate, fragili e bellissime.

E attenzione, di nuovo: le perle – così si dice – portano lacrime e sfortuna. In Sicilia, per esempio, si credeva che nelle perle risiedessero le anime dei bambini morti senza battesimo, mentre in Cina e in Giappone fiabe e racconti narravano la triste sorte dei pescatori di perle morti in mare. Di lavori con le perle oggi ve ne propongo due, entrambi di artisti orientali.

shinji-nakaba-skull-pearls-5

Il primo si chiama Shinji Nakaba, vive a Tokio, e disegna gioielli fin dal 1974. Il suo obiettivo è la “portabilità” di tutte le sue creazioni e – quel che mi piace moltissimo – lavora spesso con materiali non convenzionali, non preziosi, come le lattine di alluminio, le bottiglie di plastica, perfino la spazzatura. Le perle no, quelle sono preziose davvero, ma l’artista le fa diventare un qualcosa di morboso, connesso alla morte, alla finitezza. Nelle perle Nakaba scolpisce delicatissimi teschi di dimensioni diverse, montati poi su anelli, collane, orecchini, fiori di lavanda. Un lavoro piccolo, raffinato e delicatissimo, che si riferisce all’arte funeraria del xvi e xvii secolo, una Vanitas che vorremmo indossare tutti i giorni, accostandolo ai nostri abiti neri. Oltre alla sezione “Pearl Skull” (http://work.s-nakaba.com/?cid=44778) del suo sito, vi consiglio di dare un’occhiata anche alla sezione successiva “Carving”, dove troverete gioielli che riproducono – benissimo – parti anatomiche.shinji-nakaba-skull-pearls-4

gregory-raymond-halili-carves-skulls-mother-of-pearl-2

Il secondo artista, invece, vive nel New Jersey ma è di origine filippina. Gregory Halili non crea gioielli, ma scolpisce e intaglia gusci di conchiglie di madreperla rendendole oggetti bellissimi, bassorilievi che riproducono crani e che poi vengono dipinti a olio, con una tale e sapiente tecnica che è difficile dire dove finisce la madreperla naturale e dove inizia la pittura a olio, appunto. Un Memento sorprendente e creativo, che vorremmo non indossare, ma tenere in casa, perché sì, ricordare gli appuntamenti è importante.

di Silvia Ceriani

gregory-raymond-halili-carves-skulls-mother-of-pearl-4

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...