Frankenstein, dalle origini ai giorni nostri

Esce oggi al cinema Victor: la storia segreta del dottor Frankenstein con James McAvoy e Daniel Radcliffe, che racconta gli esperimenti del dottore dal punto di vista di Igor. Si tratta di un film molto diverso da quelli a cui siamo abituati.

Intanto la creatura di Frankenstein è in primo luogo proprio Igor: il film racconta come il dottore lo abbia salvato dal circo in cui lavorava e nel quale viveva maltrattato e sfruttato e gli abbia dato un nome, l’occasione di studiare e di usare le sue enormi conoscenze mediche, trasformandolo così nel suo assistente. Solo alla fine compare il mostro, la creatura vera e propria. Perché Victor vuole prima di tutto far luce sulle ragioni che spingono il dottore a fare i suoi esperimenti e che sono alla base della sua ossessione per la morte. Quella che poteva essere una prospettiva interessante viene però sviluppata in modo superficiale e prevedibile non sfruttandone a pieno le possibilità.

Victor_Frankenstein_1

Molto bella invece è la ricostruzione della Londra ottocentesca con ambienti, scenografie e costumi molto curati che rendono bene l’atmosfera gotica della storia. Particolarmente interessanti sono le illustrazioni dei libri di medicina di Igor che in alcune inquadrature sono sovrapposte alle immagini di persone e animali, come se li vedesse attraverso le rappresentazioni anatomiche che studia. Simile a questi disegni è quello che due protagonisti fanno sul pavimento di casa, una sorta di progetto del loro mostro.

Victor: la storia segreta del dottor Frankenstein non è che l’ultima di una lunga serie di trasposizioni cinematografiche ispirate al romanzo di Mary Shelley che hanno attraversato praticamente tutta la storia del cinema. Di seguito ne ho selezionate alcune.

Il primo adattamento conosciuto del romanzo della Shelley risale al 1910 con Frankenstein di J. Searle Dawley girato in soli tre giorni negli studi di Edison a Brooklyn. Il film si concentra principalmente sugli aspetti più spaventosi e orrorifici della storia anche perché la breve durata si presta poco alle riflessioni sulla vita e sulla morte. Il film è di pubblico dominio e visibile integralmente su Internet Archive. È invece del 1915 il primo lungometraggio Life Without Soul di Joseph W. Smiley andato perduto.

Negli anni Venti le vicende di Frankenstein non sembrano avere grande fortuna al cinema nonostante temi simili fossero il centro di film di successo come Il gabinetto del Dottor Caligari di Robert Wine o Il golem di Carl Boese e Paul Wegener. Il solo adattamento sembra essere Il mostro di Frankenstein di Eugenio Testa, da ricordare anche perché si tratta probabilmente del primo film dell’orrore prodotto in Italia. Anche Il mostro di Frankenstein è considerato un film perduto, ci restano solo alcune foto di scena che sono state raccolte in questo video.

Gli anni Trenta segnano invece la grande fortuna dei film su Frankenstein al cinema. In particolare quelli diretti da James Wale, Frankenstein (1931) e La moglie di Frankenstein (1935), influenzarono sia a livello visivo che narrativo le future rappresentazioni del mostro in entrambi interpretato Boris Karloff. A partire da questo momento i film sulla creatura divennero tantissimi e sempre più distanti dall’opera originale di Mary Shelley. Infatti, per due decenni vennero costruite intorno al mostro ogni genere di storie nelle quali interagiva con altre figure dell’immaginario del cinema horror come vampiri, lupi mannari e mummie.

la_maschera_di_frankenstein

Alla fine degli anni Cinquanta La maschera di Frankenstein di Terence Fisher creò una nuova ondata di interesse per il mostro qui interpretato da Christopher Lee. Il film fu il primo di una lunga serie prodotta dalla Hammer società inglese specializzata in horror, al quale ne seguirono altri 6 (l’ultimo nel 1973).

Negli anni Settanta sono tre i film particolarmente interessanti. Il primo è Andy Warhol’s Frankenstein (1973) distribuito in Italia come Il mostro è in tavola… barone Frankenstein diretto da Paul Morrisey e prodotto da Warhol nel quale sono presenti tutti gli elementi tipici dei film della coppia: sesso, violenza, situazioni morbose e macabre.

Frankenstein_Junior

Nel 1974 arriva al cinema il cult movie Frankenstein Jr. di Mel Brooks. Gene Wilder autore del soggetto dice di essersi ispirato ad alcuni film che lo avevano particolarmente impressionato quando era piccolo, ovvero quelli di Wale ormai divenuti classici del genere. I due autori rielaborarono in chiave comica le atmosfere e le situazioni tipiche degli horror degli anni Trenta e Quaranta in un misto tra la parodia e l’omaggio.

L’anno seguente esce un altro cult, The Rocky Horror Picture Show di Jim Sharman dal musical di Richard O’Brien. Anche qui abbiamo un castello isolato, uno scienziato di nome Frank-N-Furter intento a fare esperimenti su corpi umani e la sua creatura, Rocky Horror. Il film racconta non tanto le avventure di Rocky quanto quelle, principalmente a sfondo sessuale, dei due sfidanzati prigionieri nel castello.

Frankenweenie

Nel 1984 Tim Burton realizza il cortometraggio Frankenweenie che nel 2012 trasformerà in un cartone animato. In entrambi il regista ci ricorda, come fa anche Victor, che uno dei motivi che sta alla base degli esperimenti del dottore è ridare la vita a una creatura amata e perduta per sempre. In questo caso il piccolo Victor Frankenstein cerca di riportare in vita l’amato cane Sparky.

Mary Shelly’s Frankenstein di Kenneth Branagh (1994) segna un ritorno esplicito alla fonte letteraria. Le vicende del dottor Frankenstein e del mostro (interpretati rispettivamente da Branagh e Robert De Niro) sono quelle narrate nel romanzo al quale è sostanzialmente fedele. Non mancano negli ultimi anni i film più legati alla tradizione dell’horror da Van Helsing fino al cartone animato Hotel Transylvania. E così siamo tornati ai giorni nostri e a Victor che vi consiglio comunque se amate i film su Frankenstein e non potete non completare la “collezione”.

di Valentina Rossetto

Scheda:
Victor: la storia segreta del dottor Frankenstein (2015)
Regia. Paul McGuigan
Fotografia: Fabian Wagner
Musica: Craig Armstrong
Interpreti: James McAvoy, Daniel Radcliffe, Jessica Brown Findlay, Andrew Scott, Bronson Webb.

Trailer

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