Manuale di morticoltura: 9 consigli per l’orto luttuoso e gotico

Primavera! Che bellezza. Anche per chi, come me, ha sempre preferito l’autunno. Eppure, eppure in primavera la natura rinasce, le piante esplodono di boccioli e le foglioline appena spuntate sono di un verde giovane e fresco, intensissimo. Con il post di oggi, luttuosi cari e morticie belle, SdL prova a trasformarsi in un orticoltore provetto, consigliandovi i fiori giusti e i vasi perfetti per creare un orticello gotico e scanzonato a tratti. Seguiteci: non ve ne pentirete. O forse sì, ma poco importa.

1 – La scelta dei fiori giusti: la Stapelia gigantea. Le stapelie sono piante succulente appartenenti alla famiglia delle Asclepiadaceae, comprendente una cinquantina di specie originarie dell’Africa meridionale. Caratteristica comune, il fiore a forma di stella, piatto, a cinque lobi e dall’odore tendenzialmente sgradevole, che da specie a specie può presentare tanti colori diversi. Fra le varie stapelie ho scelto la gigantea per un semplice motivo: il suo è l’odore più sgradevole di tutti i membri della famiglia. Non a caso, i suoi fiori sono anche chiamati fiori carogna, poiché il loro profumo ricorda quello della carne in putrefazione. Insomma, la stapelia è proprio immancabile nel vostro giardinetto o sul vostro balcone.

Aquilegia_vulgaris

2 – La scelta dei fiori giusti: l’Aquilegia vulgaris var. stellata. Oh, ecco, con lei così siamo nel pieno di un giardino gotico. Questo fiore, della famiglia delle Ranuncolaceae presenta infatti un fiore dai petali vaporosi e delicati, di un colore viola cupo che, forse, sarebbe molto piaciuto alla signora Morticia Addams prima che, come suo solito, recidesse il fiore per lasciare soltanto il gambo. Guardando in rete, ho il sospetto che si tratti di fiori inadatti al vaso. Prendeteli in considerazione solo se avete un giardinetto. Un cespuglio viola di aquilegie sarebbe meraviglioso.

3 – La scelta dei fiori giusti: le orchidee nere. Be’, mi inchino di fronte a tanta bellezza. Di varietà di orchidee nere ne ho trovate molte, online, e penso siano davvero stupende, anche se purtroppo lasciano un po’ a desiderare quanto a significato. Simbolo di autorità, sembra siano il regalo ideale per complimentarsi di un successo lavorativo. Io, invece, le vorrei anche senza avere successo, perché oltre che dalla loro bellezza sono completamente avvinta dalla storia della loro origine. Orchis, infatti, era il figlio di un satiro e di una ninfa. Durante un baccanale, egli tentò di violentare una sacerdotessa, ma fu dilaniato da belve scatenategli contro dalla Moira per punizione. Gli dei, però, ebbero pietà del bellissimo Orchis e ne trasformarono gli amabili resti in un fiore, ritenuto simbolo di elegante sensualità.

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4 – La scelta dei fiori giusti: la Diphylleia grayi o “fiore scheletro”. Questa piantina cresce generalmente sulle montagne umide e boscose delle regioni più fredde della Cina e del Giappone, per cui è difficile che possa trovare dimora nel vostro giardino. Tuttavia ve ne parlo perché i suoi petali hanno una caratteristica troppo interessante per non parlarne. Quando entrano in contatto con l’acqua, infatti, diventano trasparenti come il vetro. Per questo la Diphylleia grayi viene chiamata anche Skeleton Flower.

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5 – La scelta dei fiori giusti: l’Antirrhinum majus. A differenza di molti dei fiori citati qui sopra, quest’ultimo è abbastanza comune perché di altro non si tratta che della bocca di leone. In fioritura, il fiore sembra tutto fuorché luttuoso. Ha colori vivaci, caldi, brillanti, che vanno dal giallo limone, al rosso fuoco, al rosa e al viola. Tuttavia, basta pazientare un po’ perché la bocca di leone vi regali uno spettacolo unico. Quando il fiore muore, quello che era uno stelo coloratissimo diviene uno stelo teschiato… E irresistibile!

6 – La scelta dei fiori giusti: va bene tutto purché sia nero. Non vorrei che vi dannaste troppo nella ricerca, luttuosi. Pertanto, se volete facilitarvi l’esistenza, ricordate che le alternative in black certo non mancano. Rose nere, calle nere, viole nere, petunie nere… Coraggio! Ce n’è per tutti.

orto_in_cassa

7 – Il vaso adatto: la cassa organoponica. Il termine “organoponica” l’ho preso a prestito dagli orti urbani dell’Havana, che in larga parte sono realizzati in grossi cassoni rialzati, dove vengono coltivate tutte le specie commestibili. Io di cassa ne ho trovata una che è l’ideale per tutte le coltivazioni luttuose. La forma è inequivocabile: una grossa bara piena di terra, nella quale potrete scegliere di piantare nasturzi, pomodori o zucchine. O anche delle meno impegnative piante grasse.

8 – Il vaso adatto: i bicchierini calavera. Io questi li trovo deliziosi. Non vanno tanto nella direzione del gotico quanto piuttosto in quella dello scanzonato. E sono perfetti per coltivare piante grasse, ma anche viole e primulette.

396-Cemetery

9 – Il concime: be’ qui non posso che consigliarvi qualcosa di poco chimico e moltissimo organico. Qualcosa che nutra e arricchisca per bene la terra. Le more più buone della mia vita le ho mangiate a Londra sulla tomba di Carl Marx e mi dico che c’è un motivo. Per cui forza: concimi naturali e ceneri a volontà.

Buon giardino!

di Silvia Ceriani

 

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