La morte e la fanciulla

Si amano? Forse no, ma di sicuro sono mortalmente attratte l’una dall’altra. La morte e la fanciulla, death and the maiden si avvicinano, a volte si toccano, a volte no. Quando lo fanno, sono strette in un abbraccio lunghissimo, di carne morbida e sensuale e ossa, che è così da molti secoli. E che continua a esercitare fascino.

Neanche troppe puntate fa, abbiamo esplorato insieme il tema dell’abbraccio della morte, proponendovi alcune delle immagini più significative che si possono trovare in musei e cimiteri. Oggi, su questo tema ci torniamo, attraverso una serie di dipinti che ben rappresentano il motivo della “morte e la fanciulla” o “death and the maiden” che ha preso forma a partire dal XV secolo e ha avuto un ampio successo fino ai giorni nostri, non solo nel mondo della pittura, ma anche nella musica, nel teatro, nel cinema

Giovani donne erano associate alla morte già in molte danze macabre, tuttavia con l’affinarsi del tema death and the maiden il legame oscuro fra il sesso e la morte, il rapporto fra Eros e Thanatos si precisa maggiormente, emerge con prepotenza, il rapporto fra la fanciulla e la morte diviene sempre più erotico e sensuale. E sempre più forte diventa il monito: la vita è breve, la bellezza si sciupa. Anche un bel corpo diventerà cibo per i vermi. Essendo difficile esaurirlo in un unico articolo, anche in questo caso vi presento una serie di suggestioni dal 1900 ai giorni nostri, che voi tutti potrete arricchire mandandomi indicazioni ulteriori e aggiunte. Prossimamente, invece, ci tufferemo a capofitto nel passato.

death_and_the_maiden_marianne_stokes

Partiamo da un classico, per quanto relativamente recente. Nel 1900 Marianne Stokes dà una propria originale interpretazione del tema. La morte non è né uno scheletro né un cadavere, ma una figura alata vestita di nero, una donna seduta sul bordo del letto di una giovane. La risveglia dal sonno, come di soprassalto, con una mano la chiama a seguirla, mentre nell’altra tiene in mano una lanterna come a rassicurarla: “Non temere, ti guiderò io nell’oscurità”. La giovane è spaventata ma all’ascolto; si stringe al petto la coperta rossa e sì, seguirà l’oscura signora e tutto quello che le dirà.

Death_and_the_Maiden_Adolf_Hering

Sempre nel 1900, Adolf Hering ambienta la sua scena in un prato fiorito. Di nuovo, la morte è completamente vestita, un velo nero le copre anche la faccia, ma la sembianza di scheletro la si intuisce bene guardando le dita ossute della sua mano. A differenza che nel dipinto della Stokes, ma come invece avviene in molti altri dipinti sul tema, tra la morte e la giovane c’è un contatto fisico che è insieme erotico e irrimediabile. Le due danzano insieme, il vestito rosso e leggero della ragazza le lascia un seno scoperto, dalle mani le scivolano via due papaveri rossi, fiori tradizionalmente associati al sonno eterno e alla morte.

Qualche anno dopo, nel 1915, Egon Schiele offre la propria interpretazione del tema. Un uomo e una donna sono adagiati su un lenzuolo bianco, in un panorama freddo e surreale, fatto di rocce chiare e volti e corpi umani. Lei ha un bel vestito colorato e, inginocchiata, si lascia abbracciare e avvolgere dalla morte, un uomo vestito di scuro, con gli occhi allucinati, che le tiene una mano sulla nuca e l’altra sulla spalla. C’è tristezza, qui dentro, profonda malinconia, più che paura. Forse perché Schiele aveva lasciato da poco un suo grande amore per sposarsi con un’altra donna. Chissà, forse è proprio così.

death_and_the_maiden_schiele

Contemporaneissima e al tempo stesso classica è la Death and the Maiden realizzata da P.J. Lynch nel 2010. La giovane è in questo caso nuda, con gli occhi chiusi e il capo appena chinato verso il basso. Uno scheletro alato la stringe alle spalle, tenendole una mano sulla testa e l’altra sul petto. Sembra felice di portarla via, e non posso che dargli ragione. Lei è bellissima, davvero bellissima.

Death_and_the_maiden_Lynch

Eros e Thanatos sono i protagonisti anche del dipinto di James Christensen. Non ho capito in che anno sia stato realizzato, ma ho sempre amato il modo in cui le morbide curve del corpo di lei bucano il fondo nero, la lucentezza dei suoi boccoli d’oro, lo sguardo carico di desiderio. Si sta stringendo al petto un inerme scheletro, quasi a dirgli: “No, non ti lascio andare. Non puoi scappare”.

death_and_the_maiden_James_Christensen

E sempre per stare nei nostri tempi, The Promise II di Madeline Von Foster. La morte – uno scheletro – e la fanciulla sono affacciate alla finestra di un palazzo nobile, si danno la mano e guardano avanti, “in favore di camera”. Sulle loro mani spunta un alberello dalle radici intricate. Tra le sue foglie una farfalla che sì, è lei, Acherontia atropos, il coleottero che per eccellenza è legato al mondo dei morti.

The_Promise_Madeleine_Von_Foerster

Chiudo con una piccola collezione di ex libris, erotici e scollacciati al punto giusto. Li ho trovati qualche anno fa navigando in rete e me ne sono completamente innamorata. Alphonse Inoue ha creato un qualcosa che vorrei veder comparire sulle pagine di tutti i miei libri. Tornerò a parlarne.

di Silvia Ceriani

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