È ciò che non si vede, non quello che si vede, che fa paura – Omaggio a Christopher Lee

Ha recitato in 280 film, ha cantato in dischi metal, ha bastonato i nazisti durante la guerra, parlava otto lingue, in modo fluente, con sua moglie formava una coppia bellissima, ha vissuto intensamente, aveva un lignaggio così antico da arrivare fino a Carlo Magno, una voce tenebrosa e profonda, ed era dannatamente ironico. È il mio eroe. Oggi sarebbe stato il suo compleanno.

christopher-Lee-heavy-metal-970x545Ogni anno, il 27 di maggio, postavo su Facebook una sua foto. Seduto sul divano, la giacca di tweed, un sorriso smagliante sul volto increspato di rughe, barba e capelli bianchissimi e le mani… Be’, le mani a dichiarare la sua passione per l’heavy metal. Oggi Sir Crhistopher Frank Carandini Lee avrebbe compiuto 94 anni, ma è morto lo scorso anno, il 7 di giugno. Però le abitudini sono dure a morire e così oggi a Christopher Lee dedico un piccolo omaggio perché be’, per me lui è immortale. Ed ecco perché.

  • chris-lee-insetSicuramente la prima ragione sono i film che lo hanno visto protagonista, di cui non ho visto che la minima parte. Lee è infatti uno degli attori più prolifici della storia del cinema, con 280 film interpretati, o giù di lì. È stato, soprattutto, il conte Dracula, negli horror gotici della Hammer: il primo della serie fu Dracula il vampiro, del 1958 e altri ne seguirono a decretare che, molto probabilmente, il vero conte transilvano cinematografico, il non-morto più autentico e definitivo è proprio lui, Christopher Lee. Ma poi ci furono anche il mostro di Frankenstein, La mummia, Sherlock Holmes, Lord Summerisle, Francisco Scaramanga, Fu Manchu, Saruman, il conte Doku, Mohammad Ali Jinnah…
  • Di Lee rispetto a Dracula ammiro anche il rapporto conflittuale fra l’attore e il suo personaggio. Dopo un’identificazione che durò per oltre 10 pellicole, Lee faticò a levarsi di dosso la maschera vampiresca. Fece una fatica incredibile e si trasferì negli Usa, dove la rinascita avvenne dal 1990 in poi, quando recitò ne Il mistero di Sleepy Hollow di Tim Burton.
  • Poi c’è la sua voce, che vi regalo, se volete ascoltarla, in un brano eccezionale. Christopher Lee legge The Raven, il corvo, di Edgar Allan Poe. E ci porta in un mondo oscuro, più oscuro che a leggere il racconto senza che sia la sua voce a farlo, con quella pronuncia così meravigliosa – darkness there and nothing more – che mi fa venire voglia di chiudere gli occhi e ascoltarlo per ore.

  • Una voce, tra l’altro, che Lee impiegava disinvoltamente per passare da una lingua all’altra. Oltre alla sua, il francese, l’italiano, lo spagnolo, il russo, il tedesco, lo svedese e il greco. Non posso immaginarlo che come un abile, raffinato conversatore, capace di lasciarti lì, abbagliata all’ascolto.
  • E una voce, in più, che ha utilizzato anche in un campo totalmente inaspettato. Di Lee questa cosa l’ho scoperta piuttosto tardi, perché non amo moltissimo il genere, ma alla carriera di attore ha a lungo affiancato quella di cantante heavy metal. Dal 1998 al 2014 ha inciso sette album ed Ep, tra cui un concept album su Carlo Magno – Charlemagne – By the Sword and the Cross –, senza citare le numerose comparsate come ospite. L’ultima incisione, Metal Knight, fu pubblicata il 26 maggio 2014, per il suo novantaduesimo compleanno.

  • Questa è solo una supposizione, ma Sir Christopher Lee doveva anche essere dannatamente ironico. Per smentire la diceria secondo cui era in possesso di una sterminata biblioteca di titoli esoterici pare avesse dichiarato: «Qualcuno ha scritto che ho 20.000 libri. Dovrei vivere in bagno! Ne ho forse quattro o cinque…».
  • Poi c’è la sua storia, fondata da un lato su radici talmente antiche che si può arrivare fino a Carlo Magno, e dall’altro sul suo aver fatto la guerra – la seconda guerra mondiale –, servendo la Royal Air Force e il servizio di spionaggio inglese. Senza dimenticare l’amore, e il matrimonio assai lungo con la modella svedese Birgit Kroencke.

Lee_Price_Cushing_Carradine

  • E gli amici, le conoscenze, a partire da Tolkien e da Peter Cushing, con cui per anni formò una delle coppie più note del genere horror gotico. La fotografia qui sopra è forse la mia preferita, dall’alto a sinistra vi compaiono: Christopher Lee, Vincent Price, John Carradine e Peter Cushing. Si erano ritrovati tutti nel 1983 per recitare nel film House of the Long Shadows. E in questa immagine sono bellissimi.

E quindi auguri Sir Christopher Lee. Ovunque tu sia.

di Silvia Ceriani

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