Belli dentro – L’uso dell’anatomia come mezzo di comunicazione

L’anatomia diventa arte. E ha un impatto comunicativo fortissimo. Il cuore su tutti, ma anche il cervello, i polmoni, gli stomaci, gli intestini, i pancreas, i reni, e poi la struttura ossea e il sistema venoso e arterioso hanno un fascino estetico immenso e stanno a indicare che, sotto il tessuto cutaneo siamo belli da morire.

La potenzialità di tutta questa bellezza non poteva non essere colta dalle agenzie di comunicazione, i pubblicitari che, nel tempo, hanno usato l’anatomia in maniera creativa, per esprimere messaggi molto diversi tra loro: per una campagna rivolta alla salute, contro la violenza, per ammonire sui costi della deforestazione e via dicendo… Qui, ve ne presentiamo alcune. Altre arriveranno più avanti.

La prima “pubblicità” di questa piccola galleria è stata realizzata quattro anni fa dall’agenzia brasiliana Ddb, che ha creato un’originalissima campagna per l’apertura delle iscrizioni alla Scuola del Museu de Arte de São Paulo. Sotto la direzione artistica di Leonardo Rotundo i quattro creativi Sergio Valente, Marco Versolato, Wilson Mateos e Luciano Lincoln hanno realizzato l’autopsia artistica di Salvador Dalì, Pablo Picasso e Vincent Van Gogh: vestiti di tutto punto, i tre hanno le camicie aperte che mostrano la variopinta bellezza delle loro viscere e organi interni, realizzati come ognuno di loro li avrebbe probabilmente dipinti. A giudicare da quanto la campagna ha circolato sul web, penso che abbia avuto un enorme successo.

Un’altra pubblicità interessante è stata realizzata dall’agenzia internazionale Corbett L’agenzia pubblicitaria globale Corbett, che ha ingaggiato lo studio di produzione creativa Taylor James, con base a New York e Londra, per occuparsi della campagna stampa per il nuovo farmaco l’ipertensione di Takeda. Anche qui tre immagini, che suscitano più emozione per il bello che preoccupazione per uno stato di sofferenza e malattia: sono un iceberg a forma di cuore che si sta spezzando, una foresta reniforme quasi completamente distrutta e un uragano in atto in una testa-pianeta. Le immagini sono realizzate con tecnica mista, combinando la fotografia e la grafica computerizzata.

Il fotografo e artista Francois Robert ha realizzato, fra le altre, una serie intitolata Stop the Violence nella quale ossa umane di vario tipo compongono bombe a mano, pistole, carri armati per illustrare visivamente le tragiche conseguenze delle guerre. Alcune delle sue immagini sono state successivamente utilizzate da Gesellschaft für bedrohte Völker per la campagna Every 43 Seconds… Ogni 43 secondi qualcuno muore ucciso da un’arma da fuoco. La statistica è impressionante.

Saatchi & Saatchi, invece, ha utilizzato immagini di cuori da cui fluiscono fiori variopinti, oppure bottoni e fili per cucire, ruscelli ricolmi di pesci e strumenti musicali, per esprimere un concetto molto semplice, What Runs Through Your Veins, ciò che ti scorre per le vene, scorre meglio senza colesterolo: mangiare biscottini Cheerios per sei settimane, può ridurre il colesterolo del 4%. Ora io non so se questo sia vero, ma trovo che la campagna di advertising sia davvero molto bella.

WWF_Polmoni

Spesso sentiamo parlare dell’Amazzonia come del “polmone” del pianeta terra, cosa che effettivamente è. La deforestazione, dunque, è un qualcosa che toglie il respiro, una brutta malattia come un tumore. È questo il senso della campagna realizzata dall’agenzia francese Tbwa Paris per il Wwf. Uno scatto dall’alto, due appezzamenti di foresta dalla forma di polmone, uno rigogliosissimo, uno aggredito dal basso come da un cancro che, neanche troppo lentamente, lo sta uccidendo. Un modo semplice ed efficace di mostrare i costi della deforestazione.

di Silvia Ceriani

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