Tu mi fai girar… Popovy Dolls, o della perfezione

Nei loro volti ci si perde. Sono pallidi, misteriosi, perfetti nei lineamenti, antichi, morbosi anche. E ci si perde nell’osservare le mani, le giunture, i piedi con calzature eccessive e dolorose, i capelli raccolti o sparpagliati sul viso, gli abiti di pizzo, tulle, materiali preziosi e farfalle, tantissime farfalle, simbolo di bellezza e caducità… Ecco il meraviglioso mondo delle Popovy Dolls.

Qualche tempo fa, sulla nostra pagina abbiamo ricevuto un dono bellissimo. Una foto che ritraeva due bambole stupende, e l’indicazione di chi le aveva create. Così l’abbiamo tenuta da parte per un po’, per riuscire a parlarne un po’ più diffusamente.

Le Popovy Dolls sono ideate, realizzate interamente a mano e prodotte da Ekaterina ed Elena Popovy, sorelle gemelle nate e cresciute nella città di Perm e laureatesi a Yekaterinburg nella Ural State Academy di Arti e Architettura. È dal 2004 che si dedicano all’arte delle bambole.

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La storia delle Popovy Dolls inizia dall’osservazione, dalla realizzazione di bambole-ritratto ispirate da alcuni personaggi di riferimento di cui le gemelle studiano non solo l’aspetto fisico, ma esplorano anche la personalità, documentandosi su biografie, interviste, foto e video. Si va da Jack Sparrow a Madonna, da Dita von Tees a Marilyn Manson e spesso la somiglianza con le persone vere è impressionante. Questa capacità ad andare in profondità porta le due gemelle ad accrescere la loro conoscenza della gestualità facciale, delle espressioni, e anche dell’anatomia umana. Contemporaneamente, vengono sperimentati diversi materiali: la porcellana, la cartapesta, l’efaplast e materie plastiche di vario tipo.

Tuttavia, la volontà di espressione artistica va oltre, così come la sperimentazione sui materiali. Elena ed Ekaterina cercano la combinazione perfetta tra design di moda e bambole artistiche, fino a orientarsi su piccole collezioni di poche, perfette bambole ogni anno curate in ogni minimo dettaglio. Dietro ogni collezione c’è un lavoro preciso, meticoloso, che va in profondità: si parte dall’idea, dall’elaborazione di un concetto, e poi si passa a tutto quel che serve per realizzarlo, alle ricerche sulle storie e le immagini, allo sviluppo di una trama, alla scelta di una tecnica e al disegno degli schizzi. Tutto il lavoro è sotteso a fare emergere un tema nel modo più ampio e coerente possibile.

La prima collezione si chiamava fashionMOON ed è stata presentata alla terza edizione del Salone internazionale della bambola a Mosca. E l’attenzione della stampa e del pubblico per le creature Popovy ha ripagato le gemelle di tutte le cure, le attenzioni e la passione, convincendole a continuare su questa strada.

Se molte bambole hanno in sé qualcosa di profondamente luttuoso – in fondo sono corpi perfetti e senza vita, freddi e rigidi – una delle collezioni Popovy esprime più di altre questa sensazione, perché è sul tema della vedovanza che si focalizza. Nella collezione Widow Sisters ci sono spose novelle, mogli e vedove nere che danzano sulle punte o che poggiano su zampe esili e sottili come quelle di un ragno, la vedova nera, appunto, protagonista di una delle storie più scure e raccapriccianti del mondo animale.

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Nei loro volti ci si perde, perché sono pallidi, misteriosi, perfetti nei lineamenti, antichi, morbosi anche. E ci si perde nell’osservare le mani, le giunture, i piedi con calzature eccessive e dolorose, i capelli raccolti o sparpagliati sul viso, gli abiti di pizzo, tulle, materiali preziosi e farfalle, tantissime farfalle, simbolo di bellezza e caducità… Si percepisce che ogni dettaglio è frutto di studio, attenzione, scelte.

Oltre a quelle che vi ho mostrato qui, vi consiglio di guardarle tutte, sul loro sito, perché davvero si entra in una dimensione onirica, aiutata anche dalle musiche composte dall’ucraino Igor Korzhov per impreziosire ogni collezione.

Fate buon viaggio, sono convinta che lo sarà. E un grazie speciale a Roberta, che ci ha fatto conoscere questo mondo meraviglioso.

di Silvia Ceriani

Se vi sono piaciute le bambole delle Popovy sisters, date un’occhiata anche alle Enchanted Dolls di Marina Bychkova

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