Crocifissioni, piedi scalzi, corone di spine e flagellanti – Settimane Sante dal mondo

Camminano scalzi, spesso coi piedi incatenati, indossano vesti color porpora, o a schiena nuda si flagellano. Gli eletti vengono crocifissi. Apriamo il nostro Atlante illustrato della Semana Santa, e facciamo un viaggio colorato, doloroso, e non di rado macabro.

I luttuosi più assidui ricorderanno forse un articolo scritto un paio di anni fa sulla semana santa a Siviglia. La visione delle Madonne e dei Cristi in processione per le strade mi aveva letteralmente lasciata basita, così come le musiche, le donne con le mantillas, l’atmosfera di festa, nel lutto. Oggi, esploriamo la settimana santa in altri paesi del mondo, e vediamo cosa succede.

Ecuador
Come in altri paesi latinoamericani, la settimana santa rappresenta la festività religiosa più sentita e partecipata dell’anno. Nessuno e niente è escluso, è come se le città cambiassero fisionomia, e gli abitanti dismettessero gli abiti consueti per agghindarsi di nero e di porpora. Ad esempio, nelle città del centro e del sud del paese l’usanza è quella di legare un nastro nero alle porte delle case o ai balconi, mentre nelle città e nei villaggi lungo la costa sono le persone a portare il lutto dal giovedì fino alla mezzanotte di sabato.


Tra le processioni, le due più famose sono quelle del Cristo del Consuelo a Guayaquil e quella del Jesus del Gran Poder y la Virgen Dolorosa a Quito, entrambe celebrate il giorno del venerdì santo. La prima è una tradizione relativamente recente che, però, dagli anni Sessanta a oggi è già diventata un’impressionante manifestazione di fede collettiva. Dalle prime luci del mattino fino a tarda sera, partecipanti percorrono strade asfaltate o fangose, accompagnando la statua del Cristo dalla chiesa del Consuelo fino a quella dell’Espíritu Santo. Nonostante il caldo, non si arrendono. Affrontano ogni difficoltà pur di toccare Gesù.

Diversa, tranne che per la devozione, la processione di Quito che percorre le vie del centro in compagnia dei cocuruchos e delle veronicas. I primi, con le tuniche color porpora e i cappucci rappresentano il pentimento. Molti di essi sono scalzi e camminano a lungo, coi piedi incatenati, oppure flagellandosi le spalle, o con la corona di spine sul capo, o portando una croce pesante. Le seconde rappresentano Veronica, appunto, la donna che lungo la via crucis si accostò a Cristo rinfrescandogli e pulendogli il volto. Anche loro sono vestite di porpora, con un velo che ne ricopre le teste e i volti. Il Golgota è a un passo.

Filippine
Nelle Filippine ci vanno pesanti. In particolare a San Pedro de Cutud, a nord di Manila, la crocifissione di Cristo non è semplicemente commemorata. La si esegue ogni anno, inchiodando alla croce un “prescelto” Messia e altri insieme a lui, ottenendo in tal modo la redenzione dai peccati. Né la commemorazione si ferma alla crocifissione. Il venerdì santo sono in molti a percorrere le strade flagellandosi la schiena nuda con fruste o canne di bambù. Alcuni preferiscono mantenere l’anonimato e incedono incappucciati o col volto coperto, ma altri la loro sofferenza la rendono ben visibile, anzi magari la aiutano ancora un poco, indossando la classica corona di spine. La crocifissione vera e propria, operata da filippini travestiti da centurioni romani, non dura che una decina di minuti, ma il livello di sofferenza è comunque elevatissimo. Inutile dire che questa cruenta forma devozionale ha suscitato innumerevoli polemiche. Giustamente.

Guatemala
E poi c’è il Guatemala che, come nei suoi cimiteri, ci fa ritrovare tutti i colori del mondo. La prima processione cristiana fu celebrata in questo paese nel 1543. E da allora le processioni non si sono più interrotte, sviluppando tutta una serie di tradizioni peculiari. La più sorprendente di tutte consiste nella decorazione delle strade, che vengono ricoperte di fiori, animali e motivi geometrici per accogliere la folla in processione. Le processioni si svolgono nel periodo compreso fra il primo giovedì di Quaresima alla domenica di Pasqua, e le più interessanti pare siano quella di Città del Guatemala, Antigua Guatemala e Quetzaltenango, mobilitando milioni di persone. Nella capitale, le processioni del venerdì santo sono tre contemporaneamente: quella del Señor Sepultado, del Cristo del Buen Amor e del Calvario, che è un autentico calvario, durando più di 18 ore!

Bene. Io mi fermerei qui. Ho lasciato fuori il Messico, perché sul Messico ho progetti speciali per i Giorni dei morti.

di Silvia Ceriani

Fonti: oltre alla consueta navigazione fondamentale è il volume Atlas Ilustrado de la Semana Santa, a cura di Ángel Hernández.

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