La favola nera dell’isola delle bambole impiccate

Un contadino folle e visionario. Una bambina, o una ragazza morta. Un’ossessione nata per tenerne a bada lo spirito. Centinaia, forse migliaia di bambole impiccate agli alberi. E un racconto fatto di “si dice”, “sembra che”, “si racconta”. L’isola delle bambole è una splendida favola nera.

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Tu mi fai girar… Popovy Dolls, o della perfezione

Nei loro volti ci si perde. Sono pallidi, misteriosi, perfetti nei lineamenti, antichi, morbosi anche. E ci si perde nell’osservare le mani, le giunture, i piedi con calzature eccessive e dolorose, i capelli raccolti o sparpagliati sul viso, gli abiti di pizzo, tulle, materiali preziosi e farfalle, tantissime farfalle, simbolo di bellezza e caducità… Ecco il meraviglioso mondo delle Popovy Dolls.

I morticini viventi di Sabrina Gruss

Se solo si sa osservare con attenzione, se solo si ha un’immaginazione lucente, se solo si ha una grandissima manualità, un legno non è un legno, un osso non è un osso, un brandello di tessuto non è un brandello di tessuto. Tutto può diventare altro. Così, nelle mani di Sabrina Gruss, legnetti, ossicini e brandelli diventano un mondo macabro, grottesco, pieno di gentili malignità e di sghembi sorrisi…

Incantati dalle bambole

Biancaneve o della necrofilia, Salomè e la testa di Giovanni, Erzsébet dei 600 delitti, le cinque fasi dell’elaborazione del lutto in una cascata di capelli arancio, il pallore della sposa di Frankestein. Le bambole anatomiche e riccamente adornate di Marina Bychkova raccontano spesso storie di morte…