Duecentosei bare

“Apre gli occhi e grida. Urla, si dimena, batte la testa. Strilla finché le corde vocali non le si sono sfibrate e dalla sua bocca esce solo un gemito”. Oggi non ci va di scherzare. Oggi vi regaliamo un brivido scuro e forse anche un po’ glam. Quello che a noi ha regalato Roberto Carboni col suo racconto “Duecentosei bare”.

All’infinito e irripetibilmente

Metti un giorno di entrare in una biblioteca, di quelle imponenti, dove ogni sala contiene una lettera dell’alfabeto e una soltanto. Hai la fortuna di farlo quando l’orario di visita è finito, perché c’è chi si premura di procurarti un lasciapassare. Sei tu. E ci sono i libri, tantissimi. E c’è come una forza misteriosa…